È lei!

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mercoledì 5 settembre 2012

L'uomo di Lettere 2 - la musica

L'uomo di Lettere vero, quello radical chic, che vota PD, che fa Lettere da un paio di lustri ma non vuole ammettere di essere fuori corso perché "approfondisce lo studio con percorsi d'indagine letteraria personale", ha un problema con il glam e qualunque cosa lo riguardi. Il glam, storicamente, non mi si sposa con il vestiario radical chic, la giacca fintobuttatalìteggiuroerademinonno, poi, si sa, il glam è malvagio: beve birra e whisky.
Insomma, l'uomo di lettere, storicamente, innegabilmente, inevitabilmente, non ascolta hard rock, se non in rari casi studiati dal Consiglio Nazionale della Ricerca. Ascolta musica classica, lirica e da camera. A volte anche l'opera, ma raramente. Più spesso si spinge fino a Luigi Tenco. 

Insomma, ricordo ancora con orrore.
Macchina, autoradio, mi stavo facendo scortare a casa dopo il lavoro. 
Lei: "Ma che è 'sta roba? Senti Radio Maria, appena mi distraggo un attimo?"
Lui: "Ma dai! È un cd di musica barocca che mi hanno regalato..."
Lei: "Scusa?"
Lui: "Musica barocca!"*
Lei: "..."
Lui: "Non ti piace?"
Lei: "Ora, non pensare che sia la solita ignorante un po' grezza che si rimorchia nei bar. Io ho letto Guerra e Pace e tu no, mi butto avanti. Ma sta roba è inascoltabile, non-si-può-sentire!"
Lui: "Cosa proporresti?"
Lei: "Ti attacco l'i-pod, ti stupirò con effetti speciali".


Lui: "..."
Lei: "Non sono splendidi?"
Lui: "..."
Lei: "Ok, ti stai sforzando di compiacermi per non offendermi. Senti questa."
Lui: "Ma cosa ci trovi in questi gruppi di capelloni? Sono tutti uguali, alcolizzati e vestiti da donna!"
Lei: "No, stiamo parlando dei Mötley, Dr. Feelgood, mi spiego? Ti dico solo Tommy Lee e Nikki Sixx"
Lui: "Ti ricordi a memoria la formazione di un gruppo rock e sono non riesci a dare un esame da mesi"
Lei: "Appunto, forse dovrei cercare qualcuno che mi presti Girls, Girls, Girls, invece che La Morte a Venezia con testo a fronte!"
Lui: "Possiamo trovare un compromesso?"
Lei: "Potresti farti una cultura musicale!"
Lui: "Il metal non è cultura musicale, pensavo che ti piacessero i Doors"
Lei: "Per tua informazione, i Mötley stavano sotto la stessa casa discografica dei Doors"
Lui: "Mi fai incazzare! Usa la tua memoria per studiare le cose serie, non 'ste stronzate!"
Lei: "Scàricati un porno, ne hai bisogno, io scendo qui".

Morale: Se devi scegliere fra l'hair metal e un radical chic, scegli l'hair metal.

*un piccolo appunto. Il tono di "Musica Barocca" suona un po' alla Clark Gable in Via col Vento, quando Rhett dice a Rossella: "Ma non deve esservi sfuggito che, da qualche tempo, l'amicizia che nutro per voi si è mutata in un sentimento profondo, un sentimento più bello, più puro, più elevato. Posso osare di chiamarlo amore"?


martedì 3 luglio 2012

Ci sono cose che...

Mondo topo, vestito da gatto e con la coda da volpe!
Ci sono cose che mi rendono la versione femminile di Jack Nicholson nelle scene finali di Shining.
Una di queste è, colpo di scena, l'ignoranza. Anzi, la cazzo di ignoranza.
Specifico, la cazzo di ingoranza di chi può parlare solo di borse e scarpe e si improvvisa tuttologa. 

Oggi, ahimé, ma anche no, è l'anniversario della morte di Jim Morrison, come Facebook ci ricorda ininterrottamente da una dozzina di ore. A me dispiace sinceramente, c'ho un biglietto per il concerto di Manzarek e Krieger, se ci fosse stato anche Morrison, beh.
Il fatto è che quest'alone di leggenda per adolescenti brufolose che si masturbano su frasi che Morrison non ha mai detto, beh, mi sta clamorosamente di traverso. Diciamolo, era indiscutibilmente più figo di Jimi Hendrix, ma se vogliamo fare un elenco delle rockstar morte prima dei 30, c'è solo che da scegliere. 
Chiariamo subito una cosa: io sono una fanatica dei Doors. Sono una psicopatica. Una di quelle che spende 120 euro per un vinile e poi non lo ascolta perché 'si rovina', ma poi lo ascolta perché Absolutely Live è sempre un'emozione. Una di quelle che sa a memoria An American Prayer, non solo la poesia, ma anche tutto l'album, che sa l'ordine delle poesie di Tempesta Elettrica al contrario e numerando per 7, che ha 3 copie di "No one here gets out alive".
I Doors sono come Cime Tempestose, per me, tanto per capirsi.
Prima sono andata a parare qui. 
Ho desiderato, nell'ordine: di avere abbastanza benzina per innescare una molotov, di piangere disperata sul mio poster di Jim, per cui le pareti di casa Fois non si sono mostrate ospitali, di rileggere in un fiato The Lords and the New Creatures, di ascoltare Strange Days e 'my eyes have seen you' fino ad avere le vertigini. 

I Doors non sono una robetta per bimbeminkia. 
C'è un lungo percorso da compiere, prima di arrivare a capire cosa c'è dietro il paio di attillatissimi pantaloni di pelle che Morrison usò durante i live del '69. 
Purtroppo, non potevo certo aspettarmi niente di più, da un sito di sciampiste.
Uomini, vorrei fare un appello: vi prego, vi scongiuro, basta co' 'ste sciampiste. Per carità, è un lavoro decoroso, decorosissimo, ma basta far parlare solo loro. C'è tutto un mondo di cultura dietro alla maggior parte delle femmine, femmine che leggono, scrivono, si informano, studiano.
 
Basta permettere che la memoria di un artista venga infangata così, da quattro frasi melense del cazzo. (Questo post sembra il discorso di apertura dei Diari di Kobain. Scusate, quando parto per la tangente non trovo mai sinonimi per la parola "cazzo").
Secondo me, poi, è l'ora di finirla con questo pressapochismo/qualunquismo nel scegliere i propri interessi: voglio dire, me l'avete frantumata con il bikini di Emma, con i vestiti cheap di Kate Middleton, con D di Repubblica, con Cioè, con Vanity Fair.
L'emancipazione è altrove, possibilmente lontano dal guardare gli orli sdruciti delle sottane altrui, o la foruncolite della Mertz - che sono 38 anni che non se la fila più nessuno.
Spero che la Pankhurst vi strafulmi, che la Wollstonecraft vi maledica, che la Rafanelli vi appaia in sogno per mortificarvi e che la Fico diventi la vostra vicina di casa e vi assuma come baby sitter per il pupo che ha annunciato di aspettare. 


domenica 23 ottobre 2011

Muffin melanzane e feta

La Casalinga di Voghera, per la vostra gioia e il vostro sollazzo, ritorna in scena dinamica come un principio di Newton.
Dato che è ggiovane, ha bisogno di spazi dove sfogare la propria creatività, attraverso l’arte, l’amore e la musica.
Se vi sentite frustrati dal sistema capitalistico mondiale, questa è la ricetta che fa per voi.
Ingredienti:
Per i muffin
130 gr. di farina
30 gr. di parmigiano
1/2 busta di lievito istantaneo per pane/pizza
1 uovo
100 ml di latte
1 melanzana piccola
40 ml di olio di semi
100 gr. di feta
basilico
sale/pepe
Per la musica
“The Doors”,
The Doors, Elektra Records, 1967
La preparazione dei muffin è a portata di primate.
Andate a fare la spesa. Avete preso tutti gli ingredienti?
Ritornate a fare la spesa. Non dimenticate le uova.
Recuperate la vostra radio antidiluviana e l’adattatore per la presa della cucina. Inserite il cd; godetevi i 2 minuti e 27 di Break On Throu. Riprendete coscienza di voi e della vostra epoca.
Sminuzzate la melanzana, cercate di ricordare al gatto che è un animale carnivoro. Buttate i frammenti di melanzana in padella (e dico frammenti per indicare pezzettini di 1/2 centimetro) con un po’ d’olio, ogni tanto sinceratevi che non si sia carbonizzato nulla. Nel mentre, mettete farina, lievito e parmigiano in una ciotola di medie dimensioni, e latte, olio e uovo in una ciotolina. Sbattete gli ingredienti liquidi (anche contro il gatto, se necessario), aspettate che la melanzana sia cotta. Approfittatene per leggere, in estasi, qualche poesia tratta da “Tempesta Elettrica”, di cui avrò modo di parlarvi in seguito.
Togliete la padella dal fuoco, mettete la melanzana nella ciotola di ingredienti secchi, assieme alla feta e a qualche foglia di basilico. Unite gli ingredienti liquidi, senza il gatto.
Imburrate e infarinate 10 stampini di alluminio, riempiteli come al solito per 2/3, infornate, in forno già caldo, a 180°, finché non diventano dorati in superficie.